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Il mondo del sumo raccontato da un italiano in Giappone
大相撲について イタリア人が イタリア語で語る

La pubblicazione del nuovo Banzuke è uno dei momenti più elettrizzante per gli appassionati di sumo: un foglio di carta che non si limita a ridistribuire i ranghi, ma racconta storie di ascese inarrestabili, dolorose cadute e record personali infranti, basate sui risultati del torneo passato, e che lancia la conversazione verso quello che accadrà in quello successivo. Il Kyushu Basho si disputerà dall’8 al 22 novembre al Fukuoka Kokusai Center. Analizzando i movimenti che hanno ridisegnato la divisione principale Makuuchi e quella Juryo, il quadro che emerge per il prossimo torneo è ricco di tensione e novità.

Yokozuna, Ozeki e Sekiwake non hanno subito modifiche sostanziali, se non degli scambi interni. Il vero nome nuovo del san’yaku è Churanoumi neo-Komusubi il quale, a 33 anni e 5 mesi, ha impiegato 63 tornei, risultando il più lento a venir promosso tra quelli provenienti dal sumo universitario. È la prima volta che un lottatore della Kise-beya raggiunge questo traguardo dai tempi di Ura nel gennaio 2024; il primo dalla prefettura di Okinawa. Il compagno di rango di Churanoumi sarà Yoshinofuji, al secondo debutto così in alto in classifica dopo il 6-9 fatto registrare a luglio. A lasciargli il posto sono M3 Hakunofuji alle prese col problema al tallone d’Achille sinistro, e M4 Daieisho.

Tra i protagonisti che festeggiano un momento d’oro spicca Asanoyama, autore di una performance da dieci vittorie che lo riporta trionfalmente a Maegashira 1 sua vetta più alta dai tempi di maggio 2024. Un balzo significativo (+5) per l’ex ozeki che dimostra determinazione nel riconquistare un ruolo di primissimo piano. Alle sue spalle, brillano le nuove vette toccate da diversi lottatori, tra cui il 33enne Fujiseiun, da M7 a M2 dopo quattro tornei in Makuuchi; e il 23enne Fujiryoga M1.

Ura, dopo aver collezionato la sua terza doppia cifra di vittorie negli ultimi sette tornei, torna Maegashira 2, terminando la stagione 2026 con la stessa posizione che occupava a gennaio, quando però fece registrare un 4-11. Takerufuji invece, al sesto kachi-koshi di fila da M8 sale a M4 eguagliando il suo best ranking di maggio 2025. Anche Wakamotoharu riesce a rissestarsi alla metà del banzuke, Maegashira 7, grazie al finale prodigioso di due mesi fa dove ha ottenuto sei vittorie nell’ultima settimana chiudendo 10-5. Nelle parti inferiori da segnalare il 26enne della Mongolia Toshinofuji che grazie al 9-6 al debutto in massima divisione, sale fino a M13.

Da segnalare anche l’impatto di volti nuovi nella divisione superiore, come M14 Dewanoryu (che ha impiegato sei anni per uscire dal purgatorio delle categorie inferiori ma meno di uno per scalare la divisione Juryo, il primo della Dewanoumi-beya dai tempi di Mitakeumi nel 2015) e il fulmineo M16 Arashifuji, capace di bruciare le tappe della seconda divisione in soli due tornei, senza dimenticare il vincitore del torneo Juryo di settembre M15 Kitanowaka, che torna nel massimo palcoscenico dopo ben ventidue mesi d’assenza. Ritorni lampo invece sono quelli del quasi 42enne Tamawashi e del cinese Daiseizan.

Dall’altra parte della medaglia, il Banzuke sa essere impietoso, mietendo vittime illustri tra chi è incappato in tornei da incubo o ha dovuto fare i conti con pesanti infortuni. A registrare le perdite di terreno più pesanti sono i lottatori frenati da acciacchi fisici e stop forzati: Kotoshoho, penalizzato da una brutta commozione cerebrale che gli ha fatto saltare gli ultimi quattro incontri perde 5 posizioni scendendo a Maegashira 6, e atleti come Kotoeiho (da M1 a M6), Takonosho (frenato dai legamenti della caviglia, da M4 a M11) e Ichiyamamoto (da M6 a M12), scivolati drasticamente verso il basso dopo aver lottato in condizioni fisiche precarie.

La scure del Banzuke si abbatte pesantemente anche su chi è costretto a lasciare del tutto la massima serie: figure storiche e ritorni sfortunati come Shonannoumi (la cui apparizione in Makuuchi è durata lo span di un solo torneo), Tobizaru (non lottava in Juryo dal 2020) e Chiyoshoma (travolto da una crisi di risultati nella seconda parte del torneo scorso) perdono terreno prezioso. Mentre per Wakanosho (assente da metà luglio, alle prese con problemi al ginocchio) e Wakatakakage (assente da maggio), pesa lo 0-15. Infine dopo 11 anni, anche l’ex ozeki Shodai saluta il Makuuchi, scendendo alla posizione di Juryo 3. E persino in Juryo la selezione è spietata, con veterani come Nishikigi che vedono finalmente interrompersi la propria lunghissima permanenza nella vita stipendiata da sekitori dopo 11 anni di militanza.

La divisione Juryo è capeggiata dal mongolo Chiyoshoma e Onokatsu (rimasto a bocca asciutta per la mancata promozione), mentre troviamo in discesa sia Enho alla posizione di J10, sia Mitakeumi a quella di J9. Peggio ancora Sadanoumi come J11.

Il tabellone è stato stilato: i lottatori sono ora chiamati a dimostrare sul dohyo se queste nuove posizioni rappresentano un trampolino di lancio definitivo o l’ennesima, imprevedibile tappa di un percorso in costante evoluzione.

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“Like a demon, you all go out to win. When you step out of the ring, you are gentle. For me that’s what dignity is. Yokozuna sumo… no matter if you are young or if you are old, even if you are a nice person, a good Yokozuna, if you don’t get results on the dohyo you should retire. I believe that winning is Yokozuna sumo“

~ Hakuhō Shō