ITALIANOZEKI.com

Il mondo del sumo raccontato da un italiano in Giappone
大相撲について イタリア人が イタリア語で語る

articolo: Alessio Niffoi

Cari amici e care amiche di Italianozeki ben ritrovi per l’abituale recap di fine torneo.

Ringraziandovi per i feedback arrivati dopo il basho di Gennaio siamo lieti di riproporvi il “pagellone” finale, andando a vedere assieme chi si è distinto ad Osaka e, come sempre, percorrendo tutto il banzuke e dando spazio a tutti i lottatori della massima divisione.

L’Haru Basho di quest’anno si è contraddistinto per un inizio un po’ tumultuoso, sia a livello di prestazioni da parte di alcuni rikishi sia per i problemi fisici che hanno rallentato o bloccato il percorso di altri. Midorifuji è stato costretto a dare forfait poco prima dell’inizio del torneo a causa di problemi cardiaci, il maestro del katasukashi , da M15 scivola direttamente in juryo ma la speranza è che possa recuperare a pieno e tornare a combattere quanto prima. Hakunofuji e Onokatsu si ritirano dopo il primo match, entrambi per il riacutizzarsi di infortuni pregressi e non completamente risolti; Hakunofuji alle prese con un dito del piede e Onokatsu con un ginocchio non al meglio. Entrambi tentano di tornare sul dohyo per limitare i danni, Hakunofuji al day 7, riuscendo a vincere 5 incontri, mentre Onokatsu rientra al day 5, combatte per 4 giorni (con una vittoria) per poi ritirarsi nuovamente al nono giorno. Abi lotta per due giorni poi si ritira, si vocifera di una presunta frattura vertebrale ma dal day 9 torna in pista e riesce anche a portare a casa 4 successi. Il protagonista principale del reparto infortuni, però, è ovviamente lo yokozuna Onosato che, dopo tre sconfitte di fila, da forfait e riapre il discorso sulla necessità di prendere il giusto tempo per risolvere al meglio infortuni e guai fisici che , altrimenti, rischiano di divenire cronici e limitanti. Mi sembra ovvio che questi lottatori possano essere schedati a fine torneo come “senza voto”.

IL PRIMO DELLA CLASSE

In questo torneo segnato da infortuni, debacle e qualche distrazione di troppo per i top player emergono con merito la ritrovata verve e la continuità di Kirishima. L’ex ozeki dopo i problemi fisici che lo portarono fuori dal sanyaku ha dimostrato di poter ridare consistenza alle sue prestazioni fino al punto da poter reclamare nel modo più faticoso possibile il vecchio rank. A dire il vero i numeri prima del torneo erano buoni ma non clamorosi, nel senso che si presentava con 22 vittorie (e quindi a tiro delle 33 in tre tornei come da linee guida per una ozeki run) e due premi speciali ma partendo da M2 e senza avere in tasca almeno uno jun yusho. Molti si aspettavano ed auguravano un buon basho con almeno 10-11 successi in modo da poter parlare più seriamente di promozione a Maggio. Kirishima invece è stato bravo ad approfittare della situazione, ha messo sul dohyo tanta solidità e concentrazione accumulando vittoria dopo vittoria dopo l’iniziale tonfo per mano di Churanoumi. In vetta si avvicendano a fargli compagnia diversi lottatori ma si arriva al day 13 con un duplice vantaggio consolidato dalla sconfitta di Kotoshoho (battuto da Hoshoryu). Lo Yusho arriva in modo un po’ fiacco ad essere sinceri, nel day 14 Kirishima viene sconfitto da Aonishiki che potrebbe riaprire i giochi per Hoshoryu che… perde con Kotozakura e porge la vittoria al connazionale amico/rivale. Vincere perdendo suona un po’ strano ma non cambia il risultato. Per lui voto 8.5, il mezzo punto che sarebbe valso il 9 lo butta via due volte, prima vincendo con una sconfitta e poi nel triste epilogo del senshuraku nel match perso contro Kotozakura.

BENE, BRAVO MA SECONDO

Probabilmente qualcuno resterà deluso a vedere un solo nome qui nonostante il jun yusho sia stato condiviso da due lottatori ma vado di seguito a spiegare le mie (sempre opinabili) ragioni. Voto 7+ ad Hoshoryu, che oltre lo smacco di non essere riuscito ad imporsi in un torneo con i due antagonisti principali fuori dai giochi, si busca pure il rimprovero dagli addetti ai lavori e il muso lungo dei sostenitori delusi. Il basho di Hoshoryu, per me, non è stato assolutamente negativo. Partiamo dalle vittorie; Ha lottato in modo deciso e intelligente, senza correre rischi di strafare e senza forzature imponendo il suo controllo e i suoi tempi. Per quanto riguarda le sconfitte credo che il denominatore comune sia uno : troppa prudenza. Il suo sumo da il meglio in velocità, con continuità d’azione e mantenendo l’iniziativa offensiva, quando si è preoccupato troppo di lottare con estrema prudenza è caduto nell’errore di non essere abbastanza rapido e propositivo. E cosi arrivano le sconfitte con Fujinokawa (altro esponente del sumo veloce e con iniziativa d’attacco costante) e con Daieisho, dove una distrazione per cercare di prendere il controllo dell’avversario invece di incalzarlo direttamente gli costa il match. Contro Kotozakura non saprei dire se ci sia stato un eccesso di fiducia o piuttosto l’indecisione di come affrontare l’avversario ma di certo è mancata, in quel momento, la piena lucidità richiesta per puntare a vincere. Sul match contro Kirishima poco da dire, i due si conoscono a memoria, sono tecnici, hanno basi e attitudini comuni, spesso nei loro match la differenza la fa chi ha più voglia o chi trova lo spunto per sorprendere l’altro, a questo giro la voglia e la concentrazione di Kirishima sono stati superiori. Yokozuna senza yusho? Si vedrà, intanto c’è ancora chi blatera che non meritava la promozione ma, tolti gli infortuni sono 4 jun yusho (dei quali due al paly-off) in 5 tornei… direi che si può smettere di dire fesserie no?

QUELLI BRAVI

Voto 7 per Kotoshoho, Kotozakura, Atamifuji, Fujinokawa, Gonoyama e Fujiseiun. L’altro titolare del jun yusho ha portato alla fine del torneo una bella pagella con 11 successi e 4 sole sconfitte, ma, personalemente, non mi fermo a guardare solo i numeri (che comunque restano agli annali) ma preferisco sempre badare alle prestazioni. Kotoshoho beneficia di tre successi “easy”, uno gratuito su Onokatsu fusen, l’altro su Hakunofuji con un alluce infortunato che provava a tornare sul dohyo ed il primo su Abi già incerottato sulla schiena che il giorno dopo sarà costretto al ritiro. Le sue vittorie arrivano tutte dal confronto a distanza, con difesa, inashi e avversario sbilanciato sul suo stesso attacco. Con Daieisho perde dopo due secondi sbilanciato subito dopo il tachi ai, Shodai e Hoshoryu gli impongono senza problemi il proprio sumo e Atamifuji dopo brevi schermaglie chiude la distanza e lo sovrasta nettamente in potenza forzandolo rapidamente oltre la corda. Infine va a chiudere il basho andando a conquistarsi il kanto sho con un henka su Asakoryu. Undici vittorie vanno messe in fila e portate a casa, ma non sempre i numeri parlano in modo cristallino. Bravo si, grande prestazione? No.

Kotozakura non chiudeva un torneo in doppia cifra da Novembre 2024, quando vinse il yusho, ha mostrato ancora l’incostanza degli ultimi tempi nella prima settimana per poi, però ricomporsi e ritrovare solidità ed efficacia per piazzare sei vittorie negli ultimi sette incontri, compreso quello al day14 contro lo yokozuna Hoshoryu. La speranza è quella di aver ritrovato un ozeki solido e continuo, magari capace di tornare a competere per il yusho … la paura invece che sia stato solo un fuoco di paglia. A Maggio è atteso da conferme.

Atamifuji affrontava il difficile task dell’esordio in sanyaku, posto fra l’incudine ed il martello di doversi confermare dopo l’ottimo basho di Gennaio. Esce bene dal girone infernale della prima settimana addirittura con un saldo di 4-3 e si ripete nella seconda metà di torneo riuscendo a chiudere con un ottimo 9-6 che vale anche il passaggio a sekiwake.

Fujinokawa da M2 sapeva di partire con una settimana di match difficilissimi affrontando tutto il sanyaku, ne esce in modo dignitoso nei numeri, 3-4 onesto lottando in modo sempre propositivo e aggressivo, ma, a dare più valore a questi numeri ci sono le due kinboshi guadagnate di fila nei giorni 3 e 4. Breve calo fisico a metà torneo che però non lo frena dal conquistare il kachi koshi che vale anche il gino sho. Arrembante.

In questo gruppo di meritevoli anche Gonoyama che ha ritrovato solidità fisica e grinta per poter riproporre in modo efficace il suo sumo a trazione anteriore (per lui quarto torneo in doppia cifra sui 17 finora disputati in makuuchi) e l’esordiente Fujiseiun, arrivato finalmente in makuuchi dopo il pesante stop del 2023, che si è dimostrato subito a suo agio e molto concentrato nel proporre il suo sumo solido e versatile. Anche per lui doppia cifra e premio speciale (Kanto-sho).

SUFFICIENZE E DINTORNI

Come sempre fra i protagonisti in positivo ed in negativo si staglia il gruppone delle prestazioni che gravitano sulla sufficienza. Personalmente ho diviso questi atleti fra pienamente sufficienti, sufficienti e quasi sufficienti.

Voto 6.5 a Takanosho che chiude con un buon 9-6 restando anche in corsa in vetta per alcuni giorni, Ichiyamamoto che si riprende dopo il disastro di Gennaio e sfiorando anche lui la doppia cifra e Asakoryu, Nishikifuji, Kinbozan e Kotoeiho che si dimostrano efficaci in questo torneo e si garantiscono un buon step up nel prossimo banzuke. Alla guida di questo gruppo troviamo l’esperto Chiyoshoma e Asahakuryu (al suo secondo basho in massima divisione), entrambi capaci di mettere in bacheca dieci vittorie con prestazioni solide e convincenti.

Voto 6 ai kachi koshi da manuale con 8 vittorie contate; Wakatakakage che riconquista il sanyaku ma chiude con un infortunio che potrebbe limitarlo per il prossimo basho, Shodai che ha mostrato sprazzi del suo sumo difensivo solido ed efficace, Asanoyama che in realtà era atteso ad un miglior risultato ma che, comunque smuove positivamente la situazione sul banzuke e Mitakeumi che rompe la catena di tre 7-8 consecutivi.

Voto 5.5 ai “quasi kachi koshi”; Yoshinofuji che non sfigura da M1 ma che paga gli sforzi della prima settimana non riuscendo a trovare l’ottavo successo, Hiradoumi che allenta la presa nella seconda settimana dopo un buon avvio, Oho che persiste nell’essere una sorta di dr. Jekill e Mister Hyde alternando grandi match a sconfitte random e Fujiryoga che all’esordio in makuuchi si dimostra determinato e mette sul dohyo un buon sumo di carattere, solido e versatile ma che purtroppo non è sufficiente per andare oltre le 7 vittorie in questo torneo.

FRA MALE E DISASTRO

Nel computo dei lottatori che riportano da Osaka solo cocci rotti l’estremo negativo è rappresentato da Wakamotoharu e Churanoumi che chiudono rispettivamente con solo 3 e 4 vittorie e con un voto sul basho di 4. Churanoumi non era partito male a livello di spirito sul dohyo ma è andato a finire in una spirale di inconsistenza che lo ha portato ad accumulare ben 11 sconfitte. Nessuna scusa, capo chino e lavorare per Maggio. Wakamotoharu è stato l’emblema dell’inconsistenza, fisica e mentale, probabilmente non era fisicamente apposto per affrontare 15 giorni di torneo ma in queste condizioni si rischiano due cose: farsi male o fare figuracce. La valutazione di base sarebbe da 3 ma si guadagna un voto in più grazie al bellissimo utchari su Hiradoumi al day9.

Voto 5- per il torneo insufficiente che hanno disputato Ura (idolo di casa), Tokihayate, Tamawashi, Roga e Oshoumi tutti con 10 sconfitte sul groppone che peseranno non poco sul prossimo banzuke.

Basho chiuso negativamente per Aonishiki, Takayasu, Daieisho, Oshoma , Shishi e Tobizaru. Tutti fra le 6/7 vittorie e tutti valutabili con un 5+.

Aonishiki era atteso ad un possibile salto definitivo di rank con la corda bianca come traguardo raggiungibile alla fine del basho ma è incappato in un turbine di negatività come può tranquillamente accadere in momenti cosi delicati. La pressione e le aspettative erano altissime, come mai prima lo erano state per lui, e vorrei ricordare che ha solo 21 anni e per quanto abbia dimostrato grande solidità emotiva non è un automa freddo e impassibile. Secondariamente ha subito, in questo momento cosi particolare, anche l’adattamento da parte dei suoi avversari sul suo sumo, cosa normalissima e che ovviamente si aspettava accadesse. Ma ci tengo a sottolineare anche un altro aspetto che a volte può passare un po’ in sordina. Variazioni negli allenamenti e nel fisico. Ho notato nel tempo che, lottatori vicini a traguardi importanti come i top rank di ozeki e yokozuna spesso subiscono degli stop apparentemente “inspiegabili” che vengono imputati quasi sempre solo al fattore mentale. Mia personale opinione, invece è che questi atleti “subiscano” (passatemi il termine che uso senza alcuna accezione negativa) delle variazioni nella loro routine alimentare e di allenamenti. I top rank richiedono estrema solidità fisica, cosa che spesso nel sumo si collega ad una “necessità” di aumento di peso e anche di resistenza fisica e variabilità tecnica. La mia impressione è che alcuni oyakata arrivati a quei momenti cruciali sentano la necessità di apportare variazioni nei loro atleti. Ovviamente il tutto viene fatto per il bene dell’atleta sia chiaro, ma che sia per un boost realmente fisico o puramente mentale legato alla variazione di routine credo che volte tale operato abbia portato più problemi che vantaggi.

Mi spiego meglio. Un lottatore che diventa ozeki sa che nel torneo successivo avrà maggiori responsabilità legate al nuovo rank e potrebbe cadere nel loop mentale che il proprio sumo possa non essere abbastanza per ben figuare. In tal caso un oyakata potrebbe inserire qualche variazione nell’allenamento anche col solo fine di creare un boost di fiducia. Altre volte invece potrebbe essere l’oyakata (magari memore di esperienze personali nella sua carriera) a ritenere necessario apportare variazioni per migliorare alcuni aspetti del proprio lottatore, che siano fisici, mentali o tecnici. Da li il fatto che un eccesso di allenamento per “diventare più forte” possa invece portare stanchezza, che un aumento di peso per “essere più solido” possa portare una perdita di velocità oppure che inserire nuove varianti tecniche al sumo classico del lottatore possa portare a confusione. Un lottatore, si sa, vuole accontentare tutti, dal proprio oyakata al pubblico, passando per il JSA e per il popolo giapponese. Nei tempi recenti ho notato questa cosa per Aonishiki, per Kirishima la prima volta che è diventato ozeki e per Hoshoryu alla promozione a Yokozuna, ma anche per Takakeisho, Tochinoshin, Goeido e altri tanto per fare qualche nome non troppo in là negli anni, con la ricerca di assolvere alle incombenze del rank a tutti i costi che hanno portato in molti casi anche ad infortuni.

Lascia un commento

Quote of the week

“Like a demon, you all go out to win. When you step out of the ring, you are gentle. For me that’s what dignity is. Yokozuna sumo… no matter if you are young or if you are old, even if you are a nice person, a good Yokozuna, if you don’t get results on the dohyo you should retire. I believe that winning is Yokozuna sumo

~ Hakuhō Shō